Ucraina, Zelensky: “Usa ritardano consegna Patriot già pagati, stop attacchi a raffinerie russe se ce li danno”

Ucraina, Zelensky: “Usa ritardano consegna Patriot già pagati, stop attacchi a raffinerie russe se ce li danno”

(Adnkronos) – “Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio, ci aspetteremmo che l’America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ne sono certo. Ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad aiutarci nemmeno con questa opzione”.

Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando in collegamento con una delegazione bipartisan del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, come riportato da Ukrinform. Secondo l’agenzia ucraina inoltre Zelensky ha incontrato a Kiev una delegazione della società di difesa statunitense Lockheed Martin per discutere dell’ampliamento delle forniture di intercettori di missili balistici e della possibilità di effettuare interventi di manutenzione e riparazione sui caccia F-16 in Ucraina.

Per Zelensky Washington sta deliberatamente ritardando la consegna di missili intercettori all’Ucraina: parlando davanti ai senatori statunitensi, Zelensky ha affermato che “il Pentagono sta ritardando la consegna di missili” già pagati da alcuni Paesi europei nell’ambito del programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List). Secondo Zelensky, la spedizione è in attesa della firma del segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth. Zelensky ha inoltre riferito che diversi Paesi europei sarebbero pronti a trasferire missili intercettori Patriot dai propri arsenali, ma restano in attesa dell’autorizzazione da parte degli Stati Uniti.

“I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina – ha dichiarato Zelensky, secondo quanto reso noto dalla presidenza ucraina – Ma, purtroppo, l’autorizzazione non è ancora arrivata. Tutto ciò suggerisce che sia stata presa una decisione politica volta a rallentare il sostegno nei nostri confronti”.

Secondo quanto riportato dal Washington Post, che cita fonti vicine alla vicenda, Hegseth non ha ancora approvato il trasferimento dei missili dai Paesi alleati di Kiev, ma non ha nemmeno respinto ufficialmente le richieste. Il ritardo si verifica in un contesto di crescenti tensioni tra Trump e il presidente ucraino Zelensky e mentre l’Ucraina si trova ad affrontare una grave carenza di missili intercettori a seguito degli attacchi russi. Un funzionario ucraino ha dichiarato al giornale la scorsa settimana che le scorte del paese contengono “solo pochi missili rimasti”.

Intanto Steve Witkoff sarà in Norvegia oggi per colloqui con Zelensky, riporta Axios, citando un funzionario statunitense, secondo cui l’inviato della Casa Bianca sarà a Oslo dove incontrerà anche altri leader europei, fra cui il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, rappresentanti dei paesi E4 (Regno Unito, Francia, Germania e Polonia) e funzionari dell’Ue e della Nato.

Il consigliere di Trump, Jared Kushner, invece ha l’influenza e non parteciperà di persona all’incontro di Oslo, ma interverrà virtualmente, ha dichiarato la fonte di Axios. I colloqui riuniranno l’Ucraina, gli alleati europei e gli Stati Uniti con l’obiettivo di elaborare una proposta di pace da presentare alla Russia. La regione di Kiev è stata colpita da un massiccio attacco nemico: quattro persone sono rimaste uccise e 27 ferite, secondo quanto riportato dalla Polizia Nazionale regionale. “Durante la giornata, gli occupanti hanno attaccato la regione di Kiev con missili e droni. Sono stati colpiti i distretti di Buchanan, Obukhiv e Vyshhorod. Purtroppo, quattro persone sono morte. Altre 27 persone sono rimaste ferite, tra cui bambini”, si legge nel messaggio su Telegram diffuso stamattina.

Nel distretto di Buchanan, 199 abitazioni private, 25 edifici multipiano, automobili, negozi, magazzini e attività commerciali sono stati danneggiati. Un’abitazione privata è stata completamente distrutta. Una donna è morta e 21 persone sono rimaste ferite, tra cui otto minorenni. Nella regione di Vyshgorod, magazzini, un edificio residenziale e veicoli hanno subito danni. Alcuni magazzini nel distretto di Obukhiv sono stati danneggiati. Tre persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite, secondo quanto riportato dalla polizia. Le forze armate russe hanno lanciato attacchi con droni durante la notte contro infrastrutture e tre navi nel porto di Reni, nella regione di Odessa, nonché contro una nave portarinfuse diretta al porto della città.

“Nella regione di Odessa, tre navi da carico secco sono state danneggiate nel porto di Reni, mentre scaricavano materiale militare destinato alle Forze Armate ucraine, nonché infrastrutture portuali a supporto delle operazioni di carico e scarico. Inoltre, una nave da carico secco che trasportava materiale militare in Ucraina è stata danneggiata mentre era in rotta verso il porto di Odessa”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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