(Adnkronos) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump un “pacchetto invernale” di nuove forniture militari e una spinta per favorire un accordo per fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche. In un’intervista al ‘Wall Street Journal’ a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Zelensky, che oggi pronuncerà il suo quarto discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dall’invasione russa del 2022, ha affermato che, durante l’incontro avuto con il presidente Trump, ha richiesto nuove armi in vista dell’inverno, compresi sistemi antimissile Patriot e altre tecnologie.
Zelensky sostiene che è improbabile che il presidente russo Vladimir Putin risponda senza nuove pressioni, come un inasprimento delle sanzioni, alla richiesta di un cessate il fuoco che riguardi le infrastrutture energetiche. Secondo Zelensky, dopo le elezioni ormai alle spalle, il leader russo sente poca pressione a modificare la propria campagna militare, nonostante i progressi limitati sul campo di battaglia. Zelensky ha sostenuto che le forze ucraine hanno distrutto il 45% della capacità di raffinazione russa. “Con l’aumento dei prezzi del diesel e di altri carburanti, il presidente Trump ha fatto pressione su Zelensky affinché smettesse di colpire le raffinerie russe, creando una nuova fonte di tensione, mentre il leader ucraino accusa la Russia di prendere di mira le infrastrutture energetiche civili dell’Ucraina. Il presidente ucraino ha dichiarato che Trump non ha parlato dei prezzi dell’energia durante i colloqui a New York, ma che non è un segreto che l’amministrazione statunitense abbia esercitato pressioni su di lui”, scrive il quotidiano economico Usa. Zelensky, inoltre, ha affermato che Putin risponde soltanto alla forza e che gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine richiedono una risposta. “Le nostre vite sono più importanti del prezzo dell’energia”, ha detto Zelensky, attribuendo gran parte dell’aumento dei costi alle restrizioni al traffico intorno allo Stretto di Hormuz. Il leader ucraino ha spiegato che la Russia ha conquistato pochissimo territorio e ha pagato questi risultati con perdite enormi in termini di militari. “La situazione sul campo di battaglia non è favorevole a Putin, quindi non sta vincendo, è vero”, ha affermato Zelensky al ‘Wsj’.
Il presidente dell’Ucraina ha però aggiunto che Putin ha bisogno di una vittoria ed espresso il timore che possa colpire un Paese membro della Nato per dimostrare che l’Alleanza non ha la forza necessaria per reagire. Il leader ucraino ha inoltre accusato apertamente la Cina di fornire alla Russia tecnologie non meglio specificate, lasciando intendere che Pechino stia condividendo tecnologie di comunicazione simili a quelle di Starlink. Intanto, secondo quanto denunciano gli analisti dell’Institute for the Study of War, non corrisponde al vero che le forze russe siano riuscite a circondare Dobropillya, cittadina nel Donetsk ancora controllata dagli ucraini. Quanto asserito ieri dal ministero della Difesa a Mosca è solo di un altro capitolo della campagna della ‘guerra cognitiva’ messa in atto per diffondere l’impressione, in particolare nei giorni ‘caldi’, in termini di spazio politico da occupare, dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e dopo gli avanzamenti delle forze di Kiev a nord, di un imminente, al momento non confermato sul terreno, collasso del fronte ucraino nell’est, afferma l’Isw. La rivendicazione di Mosca su un completamento dell’accerchiamento di Dobropillya, e l’avanzamento verso nord ovest, in direzione di Oleksandrivka è “vaga” e non è stata accompagnata da una mappa degli spostamenti o alcun altro tipo di supporto, si sottolinea. Ed è incompatibile con gli ultimi dispacci militari di Kiev. I comandi di un battaglione di ricognizione dell’artiglieria ucraino hanno spiegato ieri che le forze russe non erano riuscite a segnare avanzamenti significativi verso Dobropillya.
Fra la pianificazione dei comandi russi e la realtà del campo di battaglia c’è un gap che la propaganda di Mosca cerca di riempire. Le forze di Kiev mantengono le loro postazioni a sud e a nord est della cittadina. Non è la prima volta che Mosca rivendica l’accerchiamento inesistente delle forze ucraine: era accaduto nella regione di Kursk, poi effettivamente caduta, nell’ottobre del 2024, a Kupiansk nell’autunno e nell’inverno scorso, a nord ovest di Lyman, direttrice Rubtsi lo scorso giugno. Più di recente, le forze della propaganda di Mosca avevano parlato di un accerchiamento, mai avvenuto, delle forze di Kiev fra le direzioni di Velyki Burluk e Vovchansk, nel nord est.
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