(Adnkronos) – Le chiavi le aveva già consegnate. Il 29 settembre scorso, alla fine della sua ultima sfilata per Saint Laurent, Anthony Vaccarello aveva attraversato la passerella insieme alle modelle, poi aveva raggiunto il figlio Luca e gli aveva messo in mano un mazzo di chiavi. Un gesto diventato il dettaglio più osservato del finale di una collezione costruita tutta sull’oro e sul nero, a dieci anni esatti dal suo arrivo alla maison.
Allora poteva ancora essere letto come una semplice scena personale. Oggi, con l’annuncio di Kering, il significato di quel gesto, interpretato da molti come il suo addio, diventa evidente. Dopo settimane di rumors, Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa del marchio. Il designer belga, arrivato nel 2016 al posto di Hedi Slimane, chiude una delle esperienze creative più lunghe e incisive tra le grandi maison francesi degli ultimi anni. Kering parla di un ruolo “fondamentale” nello sviluppo di Saint Laurent e nel rafforzamento della sua identità e della sua influenza nella moda e nella cultura.
Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo, lo ringrazia per il contributo dato alla maison negli ultimi dieci anni, mentre Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato di Saint Laurent, sottolinea la traiettoria di sviluppo costruita durante il suo mandato. Il nuovo direttore creativo sarà annunciato prossimamente. La notizia arriva a pochi giorni da quella che, alla luce di oggi, è stata effettivamente l’ultima sfilata di Vaccarello.
Il 30 settembre, quando le indiscrezioni sul suo possibile addio erano già insistenti, De Meo aveva scelto di non confermarle. Alla domanda sui rumors che riguardavano Vaccarello e, contemporaneamente, Pierpaolo Piccioli in partenza da Balenciaga, aveva risposto: “No comment”, lasciando aperte tutte le possibilità. Quando Vaccarello arrivò a Saint Laurent aveva 34 anni. Belga, formato alla La Cambre di Bruxelles, aveva alle spalle la propria omonima maison e l’esperienza alla guida di Versus Versace.
Saint Laurent gli affidava una delle poltrone più calde della moda francese dopo quattro anni di Hedi Slimane, che aveva cambiato profondamente l’immagine della casa di moda fondata da Yves Saint Laurent nel 1961 assieme al suo socio in affari e compagno di vita Pierre Bergé. Sin da subito Vaccarello aveva scelto una strada diversa senza azzerare quella precedente. Non una Saint Laurent completamente nuova ma aveva scelto di rendere riconoscibili alcuni dei codici della maison: il nero, le spalle accentuate, i blazer scultorei, le silhouette affilate, la pelle in evidenza, le trasparenze, gli abiti corti e un lavoro notevole su calzature e accessori. Una sensualità esplicita ma costruita con grande controllo. Un vocabolario di stile che stagione dopo stagione è diventato sempre più incisivo. Anche i numeri raccontano quanto quella continuità abbia funzionato. Nel 2016 Saint Laurent aveva ricavi per circa 1,2 miliardi di euro.
Nel 2022 era arrivata a 3,3 miliardi, più del doppio rispetto all’anno dell’ingresso di Vaccarello. È stata una delle crescite più significative all’interno del portafoglio Kering e ha portato Saint Laurent stabilmente tra le maison più importanti del lusso mondiale. Naturalmente non è il risultato di un solo direttore creativo. Alla crescita hanno contribuito il management, la rete dei negozi, gli investimenti, il prodotto e la distribuzione internazionale.
Ma la continuità dell’immagine costruita da Vaccarello ha avuto un peso evidente: Saint Laurent è diventata una maison coerente, senza continui cambi di direzione artistica. Negli ultimi due anni, però, anche Saint Laurent ha risentito del rallentamento del lusso. Dopo il picco del 2022, i ricavi sono scesi a circa 2,9 miliardi nel 2024, a 2,6 miliardi nel 2025 e tornati a crescere nel primo semestre del 2026. Rispetto al 2016, il giro d’affari della griffe resta comunque più che raddoppiato.
La sua Saint Laurent ha inoltre mantenuto un rapporto molto stretto con la musica, il cinema, la fotografia e le figure della cultura contemporanea (basti pensare alle numerose campagne pubblicitarie con le star della musica come Michael Stipe dei R.E.M nel 2024 insieme a icone come Diana Ross e Lauren Hutton). Il progetto cinematografico Saint Laurent Productions ha ulteriormente allargato il perimetro, portando il nome della casa nei grandi festival internazionali. L’addio di Vaccarello arriva mentre Kering sta affrontando una fase di profondo riassetto. De Meo, arrivato alla guida del gruppo con l’obiettivo di rilanciarne la crescita, ha già ereditato un portafoglio nel quale diverse maison hanno cambiato o stanno cambiando guida creativa. Saint Laurent aveva rappresentato, fino a oggi, una delle principali eccezioni: Vaccarello era alla maison da dieci anni, aveva attraversato il periodo di espansione più importante e aveva mantenuto una linea estetica stabile anche quando il mercato del lusso ha iniziato a rallentare.
La domanda oggi è chi arriverà dopo Vaccarello, al netto dei rumors che già si rincorrono online. Ma anche quanto Kering vorrà cambiare una maison che negli ultimi dieci anni ha costruito una delle identità più forti del lusso moderno. Il prossimo designer dovrà confrontarsi con un’eredità molto precisa e con numeri che, nonostante il rallentamento recente, raccontano una crescita enorme. (di Federica Mochi) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)