Vai al contenuto
11 settembre 2026
Spazio50
  • Attualità
  • Cultura
  • Sociale
  • Economia
  • Politica
  • Esteri
  • Ambiente
  • Sport

Ultim'ora

Nel cantiere del «giallo d’ambiente»: da Sciascia a Francesco Pinto

Nato come strumento per indagare la società, il poliziesco radicato nel territorio si conferma una radiografia potente delle trasformazioni italiane

Nel cantiere del «giallo d’ambiente»: da Sciascia a Francesco Pinto
Leonardo Guzzo|01 settembre 2026|15:44

Negli anni Settanta Leonardo Sciascia, grande cultore di ‘gialli’, si impegnò in un’appassionata rivalutazione del genere, fino a quel momento considerato di serie B. Scrittori di rango, amati dallo stesso autore siciliano, rimproveravano al giallo una “orribile mediocrità” e il peccato di essere “alla portata di tutti”: con una formula quasi pornografica, i libri polizieschi facevano appello agli “istinti più bassi dell’uomo” e finivano per diventare pericolosi “acceleratori di volgarità”. Ai gialli (che si chiamano gialli solo in Italia, per via del colore di una celeberrima collana lanciata da Mondadori nel 1929) Sciascia riconosceva invece una formidabile funzione euristica, rivelatoria. Fanno appello sì a un istinto fondamentale dell’uomo: quello enigmistico, la fascinazione per il mistero e la necessità di trovare un senso, una spiegazione; ma al tempo stesso, attraverso questo formidabile stratagemma, possono dire molto sull’uomo stesso, e soprattutto sul modo in cui interagisce con gli altri uomini in quel meccanismo complesso e fragilissimo che è la società. Sciascia aveva abbracciato il genere fin da Il giorno della civetta, che nel 1961 segnò la sua consacrazione letteraria, e al tempo stesso aveva sentito l’esigenza di riformarlo. I gialli del “maestro di Racalmuto” sono raffinati congegni intellettuali, ancora prima che narrativi, opere politiche e filosofiche, in cui si riflette sul potere, la corruzione, la menzogna, la legge, la moralità, la giustizia sociale, la ragione e l’istinto. Tutto si radica in un ambiente, geografico e storico, al punto di diventarne la cartina di tornasole, oppure diventa così radicalmente allusivo da sfiorare il ‘metafisico’. Il crimine, il delitto è come una ferita che squarcia l’ordine apparente di qualcosa, il sonno incallito di un paese di provincia, una famiglia, una comunità, un’organizzazione o perfino (come ne L’affaire Moro) di un’intera nazione. Solo la ferita permette di raggiungere – e svelare – la carne viva, e tutto il tumulto, il rimescolio (e spesso il verminare disgustoso) che mantiene l’ordine superficiale. Il caso investigativo è un’epifania, il sintomo di una malattia: quasi mai la racchiude e la risolve; e la sua soluzione è solo un palliativo, una vittoria in battaglia, che aiuta semmai a prendere coscienza di un’emergenza più vasta. Col tempo, il giallo d’ambiente auspicato da Sciascia s’è fatto, in Italia, sempre più popolare: ne sono diventati alfieri Andrea Camilleri con il suo commissario Montalbano, sperso nella Sicilia assolata e crudele di Vigata; Gianrico Carofiglio con la Bari noir dell’avvocato Guerrieri; Maurizio De Giovanni con la Napoli degli anni Trenta, teatro delle avventure del commissario Ricciardi, o quella dei nostri giorni, che ospita le inchieste dei Bastardi di Pizzofalcone.

Al filone si è accodato, nel 2023, anche Francesco Pinto, già direttore della sede Rai di Napoli e oggi professore all’Università Suor Orsola Benincasa. Gli strani casi del Club 22, pubblicato da HarperCollins, ha sancito il suo esordio nel genere giallo, con un romanzo ambientato nella Napoli di inizio anni Sessanta e incentrato intorno alle indagini di un piccolo gruppo di investigatori dilettanti, acuti e strampalati, che lavorano gomito a gomito in un night club. C’è il cavalier Edoardo De Angelis, il proprietario; il pianista Samuele Caputo, detto Sam, che ha il pallino di trasporre in napoletano i classici della canzone americana; la spogliarellista Lucy Del Re, con le sue disinvolte citazioni letterarie; e la responsabile di sala Natalia de Gennaro, detta Natascia, acuta osservatrice dell’animo umano. Dopo aver salvato un pover’uomo dalle grinfie degli strozzini, nell’avventura d’esordio, quelli del Club 22 tornano in libreria con un nuovo caso, La ricchezza non giova ai morti, in cui bisogna dare un nome all’assassino di Angelo Rapace, costruttore senza scrupoli e incallito giocatore d’azzardo. L’ambiente dell’inchiesta è la Napoli del 1962, che si espande rapidamente sulla collina del Vomero in un vortice di affari e abusi edilizi. Una nuova borghesia, rampante e spregiudicata, emerge sulla scena; quella vecchia cambia pelle per stare al passo e si lascia travolgere in una danza macabra di prepotenza, cinismo e vizio, che mette a nudo l’anima più oscura della città. Oltre che seriale, il giallo di Pinto è corale: l’indagine sul caso si sviluppa attraverso il contributo di tutti i personaggi, in un continuo rimpallo di azioni e prospettive. Ma l’indagine è in fondo, secondo i dettami di Sciascia, solo un espediente per ritrarre un quadro sociale. C’è la Napoli vecchia e la Napoli nuova, quella che deriva dall’espansione edilizia ma anche da un mutamento antropologico, direbbe Pasolini, degli abitanti; c’è la Napoli ‘carnale’ del popolo e quella della borghesia; c’è la borghesia colta, sensibile, inevitabilmente idealista e inevitabilmente disillusa, e c’è la borghesia torbida e arrampicatrice dei palazzinari; c’è il mondo un po’ magico degli artisti. Tutto si condensa in personaggi fortemente caratterizzati e insieme tipici, al punto che, presentandoli in esordio, Pinto riassume di ciascuno, in una parola, lo spirito. È una classificazione che ricorda quella celeberrima di Luciano De Crescenzo “uomini di guerra e uomini d’amore” e traccia una linea netta tra ‘sommersi’ e ‘salvati’. Alla fine della vicenda, più complesso di quanto si credesse, pure un equilibrio si ristabilisce: affondano gli avidi e i materialisti e restano a galla quelli che, per una forma di saggezza istintiva e molto napoletana, trovano la felicità in ciò che hanno.

@ Riproduzione riservata

Potrebbero interessarti

Superenalotto, centrato ‘6’ da oltre 223 milioni: la vincita record a La Valletta Brianza

Superenalotto, centrato ‘6’ da oltre 223 milioni: la vincita record a La Valletta Brianza

US Open, oggi semifinale Zverev-Khachanov – Diretta

US Open, oggi semifinale Zverev-Khachanov – Diretta

Cagliari, soffoca la moglie 81enne e chiama i carabinieri: “L’ho uccisa”

Cagliari, soffoca la moglie 81enne e chiama i carabinieri: “L’ho uccisa”

Cerca

Articoli correlati

Buona la prima per Vanoli, la Fiorentina vince 4-2 a Venezia con una tripletta di Mastantuono

Buona la prima per Vanoli, la Fiorentina vince 4-2 a Venezia con una tripletta di Mastantuono

Superenalotto, quanto incassa lo Stato del Jackpot da record e come riscuotere la vincita milionaria

Superenalotto, quanto incassa lo Stato del Jackpot da record e come riscuotere la vincita milionaria

Ultimate Championships, Larissa Iapichino vince nel salto in lungo con 6,90

Ultimate Championships, Larissa Iapichino vince nel salto in lungo con 6,90

Francia, treno deraglia sulla tratta Rouen-Caen: 20 feriti

Francia, treno deraglia sulla tratta Rouen-Caen: 20 feriti

Articoli recenti

  • Buona la prima per Vanoli, la Fiorentina vince 4-2 a Venezia con una tripletta di Mastantuono

    11 settembre 2026
  • Superenalotto, quanto incassa lo Stato del Jackpot da record e come riscuotere la vincita milionaria

    11 settembre 2026
  • Ultimate Championships, Larissa Iapichino vince nel salto in lungo con 6,90

    11 settembre 2026
  • Francia, treno deraglia sulla tratta Rouen-Caen: 20 feriti

    11 settembre 2026
  • Superenalotto, centrato ‘6’ da oltre 223 milioni: la vincita record a La Valletta Brianza

    11 settembre 2026
LogoSpazio50_compresso

Roma, Via del Melangolo, 26 - 00186
Tel: 06 87805053

  • Chi siamo
  • Direzione e amministrazione
  • Whistleblowing

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma n. 199/2021 del 03/12/2021

Direttore Responsabile: Anna Grazia Concilio
Editore e Proprietario: Editoriale 50&Più S.r.l.
Procuratore: Lorenzo Francesconi
Sede Legale: Via del Melangolo 26, 00186 Roma (RM)
P.IVA 04716181005

© 2026 Spazio50 – L’attualità oltre la notizia. Tutti i diritti riservati.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}