Luca Barbareschi: “In Italia se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”

Luca Barbareschi: “In Italia se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”

(Adnkronos) – “Mi sono sempre svalutato perché purtroppo, per come sono fatto io, sono il re dell’autosabotaggio”. Così Luca Barbareschi confessa la difficoltà di accettare i propri successi. L’attore ospite a ‘Ciao Maschio’, nella puntata in onda domani sabato 17 ottobre, spiega che davanti al successo “la prima cosa che penso è di non meritarmelo”.

E quando la De Girolamo richiama la sindrome dell’impostore, lui conferma. Nel corso dell’intervista, Nunzia De Girolamo torna sulle parole di Gabriele Salvatores, chiedendo a Barbareschi se davvero, come sosteneva il regista, abbia usato tutto e tutti per la propria carriera. “Questa è stata una cosa di cui Gabriele mi ha chiesto scusa, perché mi ha molto ferito. Io non ho mai usato tutto e tutti, non ho mai usato le persone”, risponde l’attore. Poi aggiunge: “Questa frase secondo me l’ha detta in un momento di confusione sua e io accetto le sue scuse”. Il confronto si sposta sul rapporto tra spettacolo e politica. “Mi ha definito topo di ministero”, racconta Barbareschi riferendosi a Salvatores.

E replica: “Chi non è stato topo di ministero in questo Paese scagli la prima pietra, perché è un Paese dove se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”. Nel corso dell’intervista, c’è spazio anche per il rapporto con Lucrezia Lante della Rovere. “Mi sono innamorato, punto, e tuttora le voglio un gran bene. Sono stato un po’ il suo pigmalione”. Di quella relazione ricorda una frase di Lucrezia: “Il limite della mia sofferenza è più basso del tuo”. Nunzia De Girolamo gli domanda se si siano lasciati pur amandosi. “No, no, mi ha lasciato lei”, precisa Barbareschi. Nunzia De Girolamo gli domanda con chi lavorerebbe oggi come regista. Barbareschi risponde ripercorrendo le proprie esperienze: “Io ho un curriculum che non ha nessuno, lo dico con un po’ di arroganza, in Europa”. Dall’informatica al teatro, fino alla produzione televisiva negli Stati Uniti, l’attore elenca i risultati della propria carriera: “Io ho fatto un’azienda di informatica quotata in Borsa, l’ho venduta. Ho preso quattro ingegneri che oggi sono nei posti chiave in Europa, avevano 22-23 anni”.

E aggiunge: “Ho comprato un teatro e l’ho rimesso a nuovo con i miei soldi. Ho fatto 1500 ore in America di produzione e 200 ore come host”. Barbareschi rivendica anche di non aver scelto i propri collaboratori sulla base delle loro posizioni politiche: “Io non ho mai fatto un distinguo politico con nessuno di quelli che hanno lavorato con me”. Quando Nunzia De Girolamo gli chiede degli screzi con Sergio Rubini, Barbareschi risponde: “Sergio è un talento naturale strepitoso”.  Poi racconta un episodio legato a Roman Polanski: “L’avevo messo anche nei film di Polanski. Aveva già preparato i bozzetti per il personaggio di Rubini. Ma Sergio è fatto così: davanti all’ostacolo, scarta.

E non è mai venuto”, aggiunge. A commuoverlo è poi un videomessaggio di Simone Annichiarico, che riporta l’intervista al ricordo di Walter Chiari: “Walter per me è stato un pezzo della mia vita. Io non volevo fare l’attore, io volevo fare Walter Chiari, che era un’altra cosa”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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