(Adnkronos) – Continua la protesta dell'Irlanda contro Israele. Ieri si è giocato il ritorno della sfida di Nations League, terminata 1-1 e segnata dalle polemiche, iniziate in occasione del match d'andata, per la netta presa di posizione della selezione irlandese, così come dell'opinione pubblica, nella condanna del conflitto a Gaza. In un'atmosfera spettrale, con il match che si è giocato a porte chiuse nello stadio serbo di Backa Topola, dopo che la Federazione irlandese aveva chiesto alla Uefa di giocare in campo neutro per evitare problemi di ordine pubblico, la protesta dei 'padroni di casa' si è ripetuta. Proprio come in Ungheria, i giocatori hanno ascoltato l'inno israeliano con la testa bassa e si sono rifiutati di stringere le mani e salutare gli avversari. Stavolta però Israele ha 'risposto' indossando un lutto al braccio per ricordare le vittime del 7 ottobre. La tensione è sfociata anche in campo. All'intervallo è scoppiata una rissa che ha coinvolto giocatori e panchine, con insulti e sputi. In particolare il preparatore atletico dell'Irlanda, Damien Doyle, ha accusato un calciatore israeliano di avergli sputato. Al fischio finale, infine, è scoppiata un'altra rissa.
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Irlanda protesta, testa bassa durante inno e niente strette di mano. Israele con lutto al braccio: è rissa
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