Dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, gli spazi della Lavanderia ospitano due nuovi progetti espositivi che, attraverso linguaggi e prospettive differenti, esplorano il rapporto tra corpo e materia. Al primo piano prende vita Phantom Armour, mostra collettiva a cura di Veronica Botta, riunisce opere di Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano, Lorenzo Zerbini in un percorso corale tra installazione, interventi pittorici, suono e luce. Il progetto è accompagnato da un Public Program di attivazioni, laboratori e pratiche partecipative, tra cui un evento performativo ideato da Giammarco Cugusi e un workshop di lavorazione di metalli, condotto da ASTRA ASTRA ASTRA e Margherita Potenza.
Il percorso espositivo prosegue con Raptor del Sol, prima grande mostra istituzionale di Carlota Gadea Marqués, a cura di Threes Productions, costituisce il quarto capitolo di Basement, il progetto annuale della Lavanderia, che esplora il crocevia tra suono, performance e installazione.
Phantom Armour
Partendo dall’immagine di “armatura fantasma”, espressione aperta che può evocare dispositivi di protezione e difesa, ma anche membrane, apparizioni, ornamenti e presenze invisibili , Phantom Armour riunisce opere esistenti, nuove produzioni e interventi site-specific negli spazi della Lavanderia, costruendo un ambiente in cui installazioni, interventi pittorici, suono e luce modificano progressivamente l’esperienza della visita.
Il progetto non si sviluppa come una successione di lavori autonomi, ma come un organismo espositivo fatto di corrispondenze, presenze e rimandi. Elementi evidenti e più sfuggenti convivono lungo il percorso, tra soglie, ombre, riflessi e apparizioni che emergono e scompaiono nello spazio.
Le ricerche degli artisti si incontrano in un percorso in cui la materia è sottoposta a processi di trasformazione, le forme assumono configurazioni ibride e il rapporto tra naturale e artificiale, reale e immaginario, visibile e invisibile diventa centrale. Dalla scultura di Maria Positano, orientata verso l’alterazione e la dissoluzione della materia, agli immaginari organici e visionari di Luca Petti; dagli interventi di Giammarco Cugusi, che intrecciano tecnologia, percezione e ritualità, alle tracce e apparizioni di Lorenzo Zerbini, in dialogo con elementi naturali e memorie latenti; fino agli interventi pittorici di Sarah Margnetti, che si estendono direttamente sull’architettura come una sottile superficie capace di modificare la luce e le connessioni visive tra le opere.
Raptor del Sol
Quarto capitolo di Basement, è un progetto della compositrice e artista Carlota Gadea Marqués, che sviluppa un percorso immersivo intorno a una domanda essenziale: cosa rende possibile la vita su una terra trasformata, e quanto lontano può arrivare un corpo pur di continuare a vivere?
Il progetto prende avvio dalla tradizione dei Guanci e dal mito di Guayota, la divinità imprigionata all’interno del Teide dopo aver rapito il Sole e condannato la terra a una siccità senza fine. Attraverso tre ambienti espositivi, la mostra ripercorre la ricerca dell’acqua come ricerca della vita, spostando progressivamente lo sguardo dal corpo umano a quello planetario.
Il percorso comprende El Uc, performance coreografata e interpretata da Sofya Shaikut, presentata una sola volta in occasione dell’inaugurazione e destinata a lasciare una traccia permanente sulle pareti dello spazio, un filmato girato tra i vulcani delle Isole Canarie e un’installazione sonora dedicata a un cristallo di olivina, minerale oggetto delle ricerche dell’ESA su Marte per il suo legame con la presenza dell’acqua.
Attraverso registrazioni sul campo, sintesi analogica e la materia stessa del vulcano, Gadea Marqués considera l’ascolto come uno strumento per registrare la trasformazione, intrecciando mito, ecologia, ricerca scientifica e immaginazione per riflettere sulle condizioni che rendono possibile la vita.
Informazioni
Mostra Phantom Armour
Giammarco Cugusi, Sarah Margnetti, Luca Petti, Maria Positano e Lorenzo Zerbini
Mostra Raptor del Sol
Carlota Gadea Marqués
Luogo
Fondazione Elpis, Via Lamarmora 26, Milano
Durata/orari
Dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027
giovedì – domenica | 12:00 – 19:00
ultimo ingresso ore 18:40