A Roma autobus sempre più ‘ostaggi’ delle auto, nel centro storico viaggiano anche a 1 km l’ora: lo studio

A Roma autobus sempre più ‘ostaggi’ delle auto, nel centro storico viaggiano anche a 1 km l’ora: lo studio

(Adnkronos) –
A Roma ci sono tratti in cui gli autobus sono letteralmente ‘ostaggi’ delle auto e viaggiano più lenti di un pedone. Nel centro della città, lungo uno dei nodi più trafficati della rete, la velocità media può scendere addirittura fino a 1,08 chilometri orari, trasformando ogni corsa in un percorso a ostacoli tra traffico congestionato, doppie file e invasioni delle corsie riservate. È in questa realtà, ben nota a romani e turisti, che nasce l’idea di ‘CorSÌa preferenziale’, una campagna lanciata da Clean cities, coalizione europea che riunisce oltre 130 Ong, associazioni ambientaliste, movimenti di base e organizzazioni della società civile attive in 20 Paesi. L’obiettivo è una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2035.

La proposta è semplice: proteggere le corsie esistenti e completare i corridoi strategici della rete. Perché il problema di Roma non è soltanto la carenza di corsie preferenziali, ma anche la difficoltà di farle rispettare. Secondo un nuovo studio realizzato dalla fondazione ‘Mobilità in città’ per Clean cities, le corsie preferenziali analizzate registrano una velocità media di appena 8,33 chilometri orari, contro i 9,55 chilometri orari dei tratti a traffico misto della stessa area. Del resto, una linea gialla sull’asfalto può fare ben poco se viene costantemente invasa dalle automobili. Nel tratto Piazza Venezia-Via del Plebiscito, dove si sovrappongono fino a 23 linee di autobus, la velocità media arriva ad appena 1,08 chilometri orari. Poco più avanti, nel tratto Ara Coeli-Piazza Venezia, attraversato da 25 linee, gli autobus non superano i 3,5 chilometri orari. Sono tratti in cui il trasporto pubblico dovrebbe essere più efficiente, perché concentrano il maggior numero di linee e passeggeri. Invece, secondo l’analisi, diventano veri e propri colli di bottiglia che rallentano l’intera rete. La buona notizia è che la congestione non è uniforme e non serve intervenire ovunque. Lo studio ha analizzato oltre 5.600 chilometri di rete e 1.187 ore-veicolo di percorrenza. I tratti in cui la velocità scende sotto i 10 chilometri orari rappresentano appena il 14,7% dei chilometri, ma incidono sul 42% dei tempi operativi complessivi. In altre parole, una parte relativamente piccola della rete produce una quota enorme dei ritardi.

I ricercatori hanno individuato 3.453 tratti ad alta criticità, caratterizzati da velocità inferiori ai 15 chilometri orari e dalla presenza di almeno quattro linee autobus. È su questi punti che gli interventi possono produrre il maggiore effetto sull’intero sistema. La proposta dello studio è articolata in tre priorità: 87 chilometri di ‘Priorità 1’, comprendenti i corridoi delle linee express e le corsie preferenziali esistenti; 53 chilometri di ‘Priorità 2’, sui corridoi con maggiore offerta di servizio su gomma; 19 chilometri di ‘Priorità 3’, per completare il pacchetto di interventi individuato dallo studio. Se le indicazioni della fondazione Mobilità in città diventassero un piano operativo, la ‘Città dei 15 minuti’ potrebbe avvicinarsi alla realtà. Oggi solo il 2% della superficie di Roma garantisce servizi raggiungibili in un quarto d’ora. Con il completamento della rete previsto dalla Priorità 3, aumenterebbero sensibilmente le opportunità accessibili con un tragitto di 15 minuti tra autobus e spostamento a piedi: 67 scuole in più raggiungibili, per un totale di 841 poli scolastici; 84 strutture sanitarie aggiuntive, fino a quota 630; oltre 1.500 esercizi commerciali e alimentari a portata di mano. Con il piano completo, inoltre, 773mila cittadini si troverebbero a meno di cinque minuti a piedi da una corsia preferenziale ad alta efficienza, pari a un incremento del 90% della popolazione servita. Per questo Clean cities lancia una campagna pubblica per liberare gli autobus dal traffico veicolare e garantire maggiore accessibilità, capillarità e affidabilità del servizio. Il piano annunciato dall’assessore Eugenio Patanè, sostiene l’organizzazione, dovrà andare in questa direzione. “La fotografia che emerge dallo studio è paradossale -afferma Claudio Magliulo, head of Italy Clean cities campaign-. Se vogliamo che più romani scelgano l’autobus, dobbiamo fare in modo che sia veloce e competitivo.

Atac e il Comune di Roma stanno investendo centinaia di milioni di euro, ma non basterà avere nuovi autobus ecologici, più autisti e fermate bellissime, se poi i mezzi restano bloccati nel traffico, addirittura sulle corsie preferenziali stesse”. Da qui l’appello all’assessore Patanè: “Chiediamo di pubblicare al più presto il piano annunciato e di iniziare a realizzare le prime preferenziali partendo dai colli di bottiglia più gravi della rete, già prima della scadenza del mandato. Come Clean cities siamo pronti a collaborare con il Comune di Roma e con Atac per contribuire a rendere il piano concreto e accelerarne l’attuazione”. Per consultare la mappa interattiva è possibile collegarsi al sito: https://italy.cleancitiescampaign.org/corsia-preferenziale/
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