I giovani scelgono le dimissioni climatiche
Il 2023 è stato definito l’anno delle “dimissioni di coscienza”. Sempre di più desiderano lavorare in aziende che abbiano un impatto positivo sulla società.
Il 2023 è stato definito l’anno delle “dimissioni di coscienza”. Sempre di più desiderano lavorare in aziende che abbiano un impatto positivo sulla società.
Da sempre gli uomini si interrogano su cosa si nasconda nel profondo del mare. Oggi abbiamo una risposta a questa domanda: i nostri rifiuti.
Immaginate persone di età compresa tra i 50 e gli 80 anni (e oltre) insieme a protestare per tutta la notte contro il cambiamento climatico.
Oltre al trattamento disumano degli animali questo tipo di allevamento avrebbe un impatto negativo anche sull’ambiente.
Negli Stati Uniti crescono le società in cerca di luoghi distrutti da disastri ambientali, per ricostruirli e guadagnarsi polizze assicurative.
Tra i novel food (cibi del futuro) c’è la carne prodotta in laboratorio che potrebbe dare una svolta alla carenza di alimenti nel mondo.
La desertificazione dipende anche dai nostri stili di vita poco sostenibili e dall’uso delle risorse idriche.
Il “terreno di battaglia” degli ecologisti si è ormai spostato su un nuovo piano, con azioni e dimostrazioni forti e spesso impopolari.
La temperatura sul nostro pianeta sta salendo e questo metterebbe a rischio, oltre che la nostra salute, anche le abitudini sessuali.
Si chiama “gentrificazione climatica”: il riscaldamento globale sta modificando, in peggio, la conformazione di molte città. A farne le spese spesso i ceti meno abbienti.