Ha compiuto 80 anni lo scorso 4 ottobre. Ma non ha ancora perso la voglia di combattere. Susan Sarandon è arrivata a Roma per presentare The Accompanist, debutto alla regia di Zach Woods, nell’ambito della 24esima edizione di Alice nella Città, che le ha attribuito anche il Womenlands Excellence Award.
Dopo circa dieci anni l’attrice attivista, “messa al bando” da Hollywood per le sue posizioni politiche, è tornata a essere protagonista di un film, disponibile su Sky dal primo dicembre. Qui interpreta Sylvia, donna eccentrica che accoglie in casa la piccola Emily, dopo che la bambina è stata tolta al nonno, malato di demenza senile. Tra le due nascerà un legame che porterà la donna anche a rivivere il proprio doloroso passato.
«Non avevo mai interpretato un personaggio così nella mia carriera – ha detto Sarandon – Le ferite delle due protagoniste ci aiutano a creare più facilmente un legame, una connessione, perché ti consentono di riconoscere nell’altra persona le battaglie e le lotte che tu stai portando avanti e combattendo».
Ripensando al suo percorso, la star ha poi spiegato: «Tutto cambia quando si invecchia. Oggi sono molto diversa da com’ero in passato. Quando mi rivedo in alcuni spezzoni dei miei film, mi chiedo il perché non mi rendessi conto di essere così bella e perché sembrassi così vuota. Sono cambiata in questi anni anche per la responsabilità che sento verso i miei figli. Oggi sono adulti e riescono a comprendere ciò che accade nel mondo. Questo mi rende molto più vulnerabile rispetto a quando erano piccoli. Perché c’è chi li prende di mira in rete, provando a ferirli».
Durante la sua visita nella Capitale, Sarandon ha incontrato molti giovani che hanno assistito alla proiezione del film, al The Space Moderno, rispondendo alle loro tante domande: «Ho molta speranza nelle nuove generazioni, perché loro sanno che mondo gli stiamo lasciando e non hanno quasi più nulla da perdere. I giovani sono coraggiosi, istruiti, anche arrabbiati». Poi l’attrice ha ringraziato Alice nella Città che ha selezionato The Accompanist nel concorso internazionale: «Film come il nostro hanno bisogno di essere aiutati per essere visti».