Aldo è un brillante cronista parlamentare che passa le sue giornate nel caos della politica romana, ignaro che la vera crisi stia per esplodere dentro di lui. Nel suo mondo interiore, infatti, i sentimenti diventano una questione di Stato e un singolare Consiglio dei Ministri governa ogni sua decisione attraverso decreti emotivi e leggi dell’anima. Quando la storia d’amore con Claudia inizia a vacillare, il Governo Aldo precipita nella sua più grande crisi.
Pif è il protagonista della commedia Il ministero dell’amore, nata dalla penna degli autori di Boris Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo. Presentato alla 21esima Festa del cinema di Roma, il film arriverà su Prime Video dal 18 dicembre.
Tutto ha avuto inizio da un’esperienza personale. «A una festa, alle due di notte, ho visto la mia ragazza che si baciava con uno dei miei migliori amici – racconta Ciarrapico – È nata prima una pièce teatrale, un monologo, poi il film. All’inizio però non lo voleva fare nessuno, perché sembrava una cosa un po’ folle».
«Personalmente, già prima di conoscere questa storia, avevo un’opposizione interna. Accade anche quando sposto un’app o la cancello – dice con ironia Pif – Giacomo e Luca hanno persino rilanciato con un Parlamento, dando un nome a una cosa che tutti abbiamo, anche quelli che si sentono più sicuri e hanno sempre la maggioranza assoluta. L’aspetto geniale è che sono riusciti ad associare la crisi di Governo di un Paese, un fenomeno che in Italia conosciamo molto bene, a quella di una persona».
Pif si è riconosciuto in particolare modo in una frase che dice Aldo: “Dopo i cinquant’anni ti accorgi che non puoi più permetterti di essere infelice”. «È un concetto molto presente in questo momento della mia vita, visto che ho 54 anni – riflette l’attore – L’infelicità è una cosa per giovani, ma dopo i cinquant’anni, tra un lutto e una malattia, non puoi più permetterti di essere infelice».
Nel Governo interiore di Aldo, il presidente del Consiglio è interpretato da Corrado Guzzanti: «Ho trovato molto divertente che abbiano scelto di raffigurare questa persona dentro di sé attraverso un Governo degli Anni ‘70. Se ne avessero fatto uno moderno, probabilmente saremmo stati tutti a cercare gli elementi di attualità». A capo del ministero dell’amore c’è Pietro Sermonti: «Ho trovato il mio personaggio un inetto emotivo molto italiano. Qui giochiamo a fare gli adolescenti fino agli 80 anni».
La donna che mette in crisi il protagonista ha, infine, il volto di Alessandra Mastronardi. «Credo che anche Claudia abbia avuto una crisi di Governo, prima di chiedere la pausa di riflessione ad Aldo – spiega l’attrice – Un’opposizione molto potente contro un’infelicità o una staticità del rapporto. Dentro una donna chissà quanti ministeri in più ci sono».