Anastasia è una giovane ragazza di Bucarest che sogna di diventare un’étoile. Viene chiamata per entrare a far parte dell’Opéra di Parigi. Qui incontra un misterioso pianista (Julien de Saint-Jean). Mentre sta per debuttare nel corpo di ballo del testo considerato maledetto L’Orpheus e sente la pressione dell’esigente coreografo James (Romain Duris), la giovane si ritroverà coinvolta in una storia d’amore impossibile, tra realtà e fantasia.
Deva Cassel debutta come protagonista sul grande schermo ne L’amore immortale di Alexandre Castagnetti, rilettura in chiave contemporanea de Il fantasma dell’Opéra. L’attrice, 22 anni, primogenita di Monica Bellucci e Vincent Cassel, ha studiato danza per tre mesi, ogni giorno, per «trovare una coscienza del mio corpo che prima non avevo», ha detto alla 21esima Festa del cinema di Roma, dove il film è stato presentato in anteprima. «Per me è stato un onore potermi confrontare con una storia iconica della letteratura gotica francese, ma al tempo stesso universale. Le abbiamo dato un punto di vista più dolce, affrontando temi attuali come la solitudine, l’identità dietro la maschera e la ricerca del proprio posto nel mondo», ha raccontato ancora Cassel.
Nel film viene raccontato anche il mondo competitivo della danza. «Nell’arte c’è sempre competizione, ma quella più importante per me è la competizione con me stessa. Nessuno può fare le cose al posto tuo. Devi saperti ascoltare, amarti e trovare il modo di superarti ogni volta», ha detto l’attrice. E sul tema dell’amore assoluto, ha spiegato: «Per me vuol dire ascolto, pazienza, qualcosa che si porta avanti in modo incondizionato. I miei genitori mi hanno insegnato che il vero regalo in una relazione è amare, più che essere amati. Si cresce attraverso l’amore e si impara a conoscere se stessi guardando gli altri». Infine, pensando al valore dell’arte oggi: «Viviamo in un mondo pieno di cose belle, ma anche molto complicato. L’arte è una scappatoia, permette di pensare ad altro e di far sognare il pubblico».
Castagnetti, di origini italiane, partendo dal romanzo di Gaston Leroux, ha creato un’opera cinematografica completamente nuova, ribaltando il punto di vista. «Mi interessava quello di una giovane artista che fa un percorso fatto di sogni, ma anche di ostacoli e prove da superare – ha raccontato il regista a Roma – È entusiasmante vedere quante eroine ci sono oggi sullo schermo. Anastasia mostra la sua indipendenza in questa versione, rispetto a quando due uomini se la contendevano. Qui abbiamo solo il punto di vista di Anastasia che fa delle scelte. Reinterpreta il mito di Orfeo, trasformandolo nel mito di Euridice. Trovo importante questa nuova forza femminile».
L’amore immortale è stato girato realmente all’Opéra di Parigi (non era mai accaduto prima) per venticinque giorni, di notte. Uscirà nelle sale italiane prossimamente con 01 Distribution.