La programmazione espositiva di Fondazione ICA Milano per l’autunno 2026

Dal 26 ottobre al 19 dicembre 2026
Milano, Fondazione ICA

Il 26 ottobre 2026 Fondazione ICA Milano inaugura la stagione espositiva autunnale con due nuove mostre dedicate ai temi centrali della ricerca artistica contemporanea: la costruzione della memoria, la trasmissione delle immagini e le forme attraverso cui l’esperienza individuale diventa racconto collettivo.
Nei due piani della Fondazione prende forma WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE, prima mostra personale in un’istituzione italiana di Éric Baudelaire e a cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori. Il progetto nasce dall’incontro tra la ricerca dell’artista francese e il percorso umano e creativo del compositore Alvin Curran. Nella Project Room, L’Addio, prima mostra personale in un’istituzione italiana di Leonardo Devito, a cura di Chiara Nuzzi, presenta un nuovo corpus di dipinti e bassorilievi in ceramica dedicati al tema del passaggio dalla giovinezza all’età adulta.
Pur sviluppandosi attraverso linguaggi e pratiche differenti, entrambe le mostre riflettono sul modo in cui immagini, narrazioni e relazioni contribuiscono a costruire la memoria e l’identità individuale e collettiva.

WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE
Éric Baudelaire
A cura di Chiara Nuzzi e Alberto Salvadori
WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE è la prima mostra personale in un’istituzione italiana dedicata al lavoro di Éric Baudelaire. Il progetto prende forma dall’incontro tra la ricerca cinematografica dell’artista francese e il percorso artistico e umano del compositore Alvin Curran, figura centrale della sperimentazione musicale internazionale e protagonista di una stagione culturale che ha trovato nella Roma degli anni Sessanta e Settanta uno dei suoi luoghi più fertili. Lontana dalla forma del ritratto biografico e della ricostruzione storica, la mostra definisce uno spazio di relazione tra immagini, suoni e documenti, interrogando il modo in cui le pratiche artistiche prendono forma attraverso relazioni, contesti e processi collettivi di produzione culturale.

Al centro dell’esposizione si colloca la trilogia filmica When There Is No More Music to Write (2022), realizzata da Baudelaire a partire da immagini d’archivio, riprese in Super 8, registrazioni sonore e una serie di conversazioni con Alvin Curran. Il film si avvicina ai processi di improvvisazione che attraversano il lavoro del compositore, assumendone l’apertura e la dimensione collaborativa invece che adottare la forma del documentario o della testimonianza diretta.
Attorno al nucleo cinematografico, la mostra si sviluppa attraverso una selezione di materiali d’archivio raccolti e ordinati dallo storico della musica Maxime Guitton, una serie di opere grafiche di Baudelaire e un concerto di improvvisazione musicale di Alvin Curran, con Angelo Farro. Fotografie, partiture, programmi, oggetti e tracce di lavoro vengono presentati come elementi di un archivio vivo, capace di riattivare un immaginario culturale e restituire la complessità di una stagione artistica fondata sulla collaborazione e sulla sperimentazione.
L’esposizione si configura come un dispositivo aperto che si attiva nel tempo attraverso il dialogo tra opere, archivio e pubblico, facendo emergere la natura processuale della ricerca di Baudelaire.
Per l’occasione, Fondazione ICA Milano attiva nuovamente un’importante collaborazione istituzionale con Fondazione Prada, che presenta nel palinsesto cinematografico autunnale del Cinema Godard le proiezioni di tre film realizzati da Baudelaire programmate per il mese di ottobre. L’ultimo appuntamento, previsto per il 25 ottobre 2026, sarà seguito da un Q&A tra l’artista e Alberto Salvadori, direttore di ICA Milano, introdotto da Chiara Costa, Head of Program di Fondazione ICA Milano.

L’Addio
Leonardo Devito
A cura di Chiara Nuzzi
Nella Project Room, Fondazione ICA Milano presenta L’Addio, prima mostra personale in un’istituzione italiana di Leonardo Devito (Firenze, 1997), a cura di Chiara Nuzzi.
La mostra presenta un nuovo corpus di dipinti e bassorilievi in ceramica realizzati appositamente per gli spazi della Fondazione. Le opere oltrepassano i confini della Project Room e popolano corridoi e ambienti adiacenti, instaurando un dialogo continuo tra immagini e architettura.
Le visioni di Devito nascono dall’intreccio tra esperienza autobiografica, memoria, letteratura e immaginari condivisi. Nella mostra L’Addio queste narrazioni convergono nel racconto del passaggio dalla giovinezza all’età adulta: un momento di trasformazione in cui ci si separa dalla dimensione domestica e familiare per confrontarsi con la necessaria incertezza della costruzione del sé.
Attraverso pittura e ceramica, Devito recupera la secolare tradizione pittorica della narrazione per immagini, riattivandone il potenziale allegorico e simbolico. L’utilizzo del colore e il processo icastico di Devito trasformano il significato delle figure, lasciando emergere un racconto aperto, in costante ridefinizione.
Atmosfere sospese e riferimenti letterari che rimandano agli universi di Kafka, Calvino e Buzzati costruiscono un lessico visivo caratteristico del lavoro di Devito, popolato da figure umane e animali, interni domestici e paesaggi talvolta desolati. Tali riferimenti ritornano anche in L’Addio, che diventa così il racconto di una trasformazione continua e della ricerca di una nuova identità.

CENNI BIOGRAFICI
Éric Baudelaire
Éric Baudelaire è un artista e regista che vive a Parigi, in Francia. Dopo aver iniziato la carriera come ricercatore in scienze politiche, si è dedicato alle arti visive e al cinema, sviluppando una pratica ibrida che fonde documentario, finzione, ricerca e formati espositivi.
Il suo lavoro indaga una realtà plasmata dai sistemi di rappresentazione che strutturano le società contemporanee: costrutti politici, giudiziari, economici e informativi.
I suoi lungometraggi vengono proiettati nei festival e presentati in mostre, dove sono inseriti all’interno di installazioni più ampie che includono altre opere, documenti d’archivio e ricchi programmi di accompagnamento. Attualmente partecipa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2026). Negli ultimi anni, le sue opere sono state esposte al Centre Pompidou, al MMK di Francoforte, alla Kunsthalle di San Gallo, al Museo Reina Sofia, alla Bergen Kunsthall, al Kunstinstituut Melly (ex Witte de With), al Bétonsalon, al Fridericianum, al Beirut Art Center, al Gasworks, nonché alla Biennale del Whitney, alla Biennale di Sharjah, alla Triennale di Yokohama, al Mediacity di Seul e alla Biennale di Taipei. È stato insignito del Premio Marcel Duchamp 2019 e ha recentemente pubblicato una monografia intitolata Make, Do, With con Paraguay Press.

Leonardo Devito
Leonardo Devito (nato nel 1997 a Firenze) vive e lavora a Torino. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, all’Akademie der Bildenden Künste di Vienna e ha conseguito il Master in Belle Arti presso l’Accademia Albertina di Torino.
Tra le sue recenti mostre personali figurano Scary Monsters, Hauder & Wirth, Parigi; Candide (con Domenico Gnoli), Drawing Week Milano, Ciaccia Levi, Milano, 2024; Teatrino, Ciaccia Levi, Parigi, 2024 e una presentazione personale alla LISTE di Basilea con la galleria Ciaccia Levi nel giugno 2025. Tra le mostre collettive: Last Night I Dreamt of Manderley, Alison Jacques, Londra, 2025 e X Collection 202: Portrait of a Man, X Museum, Pechino, 2024.

 

Fondazione ICA Milano | Istituto Contemporaneo per le Arti
Via Orobia 26, 20139 Milano
Orari: giovedì 14-18; venerdì e sabato 12-19
Ingresso libero
office@icamilano.it | www.icamilano.it

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