In occasione della 12ª Biennale del Patrimonio Orologiero, Eberhard & Co. apre le porte della sua storica sede di La Chaux-de-Fonds e offre al pubblico speciali sessioni di visita del proprio Museo.
La manifestazione, dedicata alla valorizzazione dei luoghi simbolo dell’orologeria svizzera, propone un calendario di appuntamenti a La Chaux-de-Fonds, nella vicina Le Locle e a Saint-Imier, tre località profondamente legate alla tradizione orologiera svizzera. La Chaux-de-Fonds e Le Locle sono state riconosciute nel 2009 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per la loro eccezionale eredità legata all’industria orologiera.
I visitatori saranno accolti nella Maison de l’Aigle, edificio storico voluto da Georges-Lucien Eberhard agli inizi del Novecento. Qui il Museo, inaugurato nel 2019 e normalmente visitabile solo su prenotazione, ripercorre i quasi 140 anni di storia della Maison attraverso un’ampia selezione di segnatempo, dagli orologi da tasca di fine Ottocento ai primi cronografi da polso, fino alle creazioni più recenti. Il percorso è arricchito da un prezioso archivio storico, che conserva un’ampia documentazione d’epoca, insieme a componenti, strumenti, materiali e altre forniture originali, offrendo una testimonianza concreta della storia e della produzione orologiera della Maison nel corso dei decenni.
Durante le visite, Eberhard & Co. presenterà le ultime due acquisizioni, entrambe risalenti al 1969, che entrano a far parte della collezione permanente del Museo con due espressioni molto diverse della creatività della Maison.
La prima è un Contograf ref. 31504, cronografo meccanico a carica manuale appartenente a una delle collezioni più rappresentative del periodo. Introdotto nei primi anni Sessanta, il modello interpreta la vocazione cronografica di Eberhard & Co. con uno stile tecnico e grafico particolarmente originale. L’esemplare, animato dal calibro Eberhard 310-82, ha una cassa in acciaio inox impermeabile da 43 mm e un caratteristico quadrante nero “reverse panda”, con due contatori bianchi e datario a ore 6. Distintive sono le scale tachimetrica e telemetrica serigrafate sulla superficie interna del vetro in plexiglass. Le forme morbide della cassa e il design grafico del quadrante anticipano alcuni codici estetici degli anni Settanta, mantenendo al centro leggibilità, funzionalità e carattere.
La seconda è una raffinata spilla-orologio gioiello, espressione della produzione più preziosa e decorativa della Maison. Un elegante disegno di ispirazione arborea, con smalti e pietre preziose, accoglie l’orologio come parte integrante della composizione: la delicata cassa in oro rosa 18 carati, di 16,5 mm di diametro, si inserisce nel motivo ornamentale come un piccolo “frutto meccanico”. All’interno trova posto un movimento meccanico a carica manuale, calibro Eberhard 400, 4 ¾”’.
Due segnatempo coevi, profondamente diversi per funzione, estetica e destinazione d’uso, che raccontano efficacemente la varietà della produzione della Maison in una fase di transizione. Nel 1969, la guida dell’azienda passa dalla famiglia Eberhard alla famiglia Monti, alla vigilia di una stagione che avrebbe ridisegnato profondamente il panorama dell’orologeria con l’avvento del quarzo, e che la Maison avrebbe affrontato coniugando fedeltà alla propria storia e apertura al cambiamento.
Museo Eberhard & Co.
Maison de l’Aigle, Avenue Léopold-Robert 73 – La Chaux-de-Fonds (Svizzera)
30-31 ottobre 2026
Informazioni su visite e prenotazioni: Eberhard & Co. – Urbanisme Horloger