Nel 2001 il Cardinale Carlo Maria Martini inaugurava il Museo Diocesano di Milano, un progetto da lui fortemente voluto. Giovedì 5 novembre 2026, a 25 anni da quel momento, la ricorrenza sarà celebrata con una giornata di apertura gratuita al pubblico (dalle 10.00 alle 20.00), arricchita da speciali visite guidate a cura dello staff del Museo. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Gi Group Holding.
Tante le novità e le iniziative che accompagnano questo importante anniversario: dalla rinnovata veste grafica del sito, a cura di VIVA!, alla nuova guida alla collezione, edita da Dario Cimorelli editore, fino ai due importanti restauri: San Giuseppe con il Bambino di Guido Reni (1575-1642) e Sola! di Emilio Longoni (1859–1932).
Prosegue inoltre il programma espositivo con L’Annunciazione di Artemisia Gentileschi, nell’ambito di Un Capolavoro per Milano 2026, visitabile fino al 31 gennaio 2027; la grande mostra dedicata alla fotografia di Federico Garolla (19 novembre 2026 – 4 aprile 2027); il Presepe di Dalmine e il Presepe del Londonio (1° dicembre 2026 – 31 gennaio 2027); e, infine, il confronto tra un’opera di Beato Angelico, proveniente dal Museo di San Marco di Firenze, e un’opera di Adrian Paci (16 febbraio – 16 maggio 2027).
Tra i progetti più attesi, l’inaugurazione, prevista per marzo 2027, di una sala completamente rinnovata e dedicata al ciclo di affreschi Via Crucis di Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna, GE 1920), realizzato tra il 1882 e il 1888 per il cimitero di Castano Primo (MI) e destinato a entrare nella collezione permanente del Museo.
«Il Museo Diocesano “Carlo Maria Martini” – dichiara Mons. Luca Bressan, Vicario alla cultura, carità, missione e azione sociale della Diocesi di Milano e Presidente del Museo Diocesano Carlo Maria Martini – è inserito nei Chiostri di Sant’Eustorgio (la Basilica, il cimitero paleocristiano, la Cappella Portinari). In questo contesto particolare di Milano, il Museo Diocesano è chiamato a dare vita e vigore alla testimonianza della fede cristiana che generazioni di artisti – in particolare lombardi – hanno offerto lungo i secoli. Non si tratta di semplice custodia, ma di fascino: offrire ai visitatori una esperienza reale del bello, entrando nello spazio estetico e simbolico dell’opera d’arte, per cogliervi il rimando religioso e l’apertura alla trascendenza contenute.
Intitolandolo al Cardinale Carlo Maria Martini la Diocesi ha inteso rafforzare questo compito, invitando il Museo Diocesano a custodire e riproporre la particolare esperienza della bellezza che salva. Le collezioni, gli eventi, le mostre: tutto è pensato come una palestra antropologica che porta alla luce, per vie non solo logiche ma appunto legate ai sensi e alle emozioni, il primato dell’amore e la sua capacità di futuro. La bellezza che salva il mondo – diceva il card. Martini – “è l’amore che condivide il dolore; un amore incredibile e insieme mite, attraente che ci coinvolge e ci affascina”».
«Festeggiare i venticinque anni del Museo Diocesano Carlo Maria Martini – afferma Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano – significa celebrare un traguardo importante e ricordare il percorso fatto sin dalla sua apertura, avvenuta nel 2001, grazie al desiderio del Cardinal Martini e al grande impegno del primo presidente, il compianto Mons. Luigi Crivelli, e del primo direttore Paolo Biscottini che con perseveranza lo hanno portato a compimento. Negli anni il Museo è cresciuto e si è aperto sempre più alla città, valorizzando la propria collezione, arricchendo la propria programmazione, con appuntamenti sempre molto attesi dai milanesi, e tessendo relazioni con istituzioni culturali e museali del nostro Paese. Il programma di questo anniversario riassume tutto questo: un nuovo sito internet, una nuova guida, la presentazione di importanti restauri, nuovi allestimenti e progetti espositivi in collaborazione con musei italiani, nel desiderio di diventare sempre più un luogo dove si torna volentieri. Un traguardo come questo, però, non sarebbe stato possibile senza le tante persone che negli anni hanno creduto nel Museo e lo hanno sostenuto. Desidero quindi rivolgere un ringraziamento particolare ai nostri partner e sponsor, che con la loro vicinanza e il loro sostegno contribuiscono concretamente alla conservazione e alla valorizzazione del nostro patrimonio, e ai tanti volontari che ogni giorno mettono a disposizione il loro tempo e la loro passione».
L’Annunciazione di Artemisia Gentileschi
L’Annunciazione di Artemisia Gentileschi, proveniente dal Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, è il Capolavoro per Milano 2026 che il Museo Diocesano ospita fino al 31 gennaio 2027, in una mostra a cura di Mario Epifani e Nadia Righi.
L’esposizione è realizzata grazie a Fondazione Bracco, in qualità di Main Partner – che ha contribuito al progetto anche promuovendo analisi scientifiche sull’opera, i cui risultati sono raccontati in mostra; agli sponsor Fondazione Monte di Lombardia ed Eni; ai sostenitori Gi Group Holding, Fondazione Rocca, Manageritalia Lombardia, Perelli consulting e Studio Legale BSTC; al travel partner: Trenord.
In occasione dell’esposizione, a gennaio il Museo Diocesano Carlo Maria Martini propone tre incontri di approfondimento, dedicati ai grandi temi storico-artistici, evangelici e iconografici intorno al dipinto, e una serie di mini visite guidate (speciali pausa pranzo).
Nuova guida del Museo
Il volume Museo Diocesano Carlo Maria Martini. 80 capolavori, a cura di Alessia Devitini ed edito da Dario Cimorelli editore, realizzato grazie al contributo di Renée Bormioli, in memoria dei suoi genitori, dell’Associazione Volontari del Museo Diocesano Carlo Maria Martini e di BPER Banca, accompagna il lettore alla scoperta del museo, inaugurato nel 2001 e ospitato nel complesso monumentale dei Chiostri di Sant’Eustorgio, luogo centrale nella storia del cristianesimo ambrosiano.
La collezione permanente, composta da oltre mille opere realizzate dal III al XXI secolo, si sviluppa a partire dalla figura di sant’Ambrogio e arriva fino alla contemporaneità, ripercorrendo le principali tappe dell’arte lombarda e non solo, mettendo in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità differenti.
Attraverso una selezione delle opere più rappresentative, tra dipinti, sculture, arazzi, disegni, oggetti di oreficeria e codici miniati, la guida illustra così la varietà delle raccolte, le diverse provenienze e il ruolo degli artisti che ne hanno segnato la storia.
Museodiocesano.it: UNA NUOVA VESTE GRAFICA
Un sito contemporaneo per un museo che compie venticinque anni: mostre, capolavori e servizi educativi in un unico spazio online.
È online dal 2 novembre 2026 all’indirizzo museodiocesano.it il nuovo sito del Museo Diocesano Carlo Maria Martini, realizzato da VIVA!, grazie al contributo di Edison che contribuisce così a rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale, innovazione e comunità e di Gi Group Holding.
Arriva nell’anno in cui il museo, aperto al pubblico nel 2001, compie venticinque anni, e gli dà una presenza digitale contemporanea, con una struttura chiara e una navigazione essenziale.
Il sito è pensato come un’estensione delle sale. Le opere si possono esplorare per autore, periodo, tecnica e collocazione nel percorso espositivo, così chi prepara la visita sa già dove trovarle e chi è lontano può scoprirle da casa. Le informazioni pratiche sono sempre a portata di mano e ogni contenuto si legge con la stessa facilità da computer, tablet e smartphone.
È un modo di raccontare il museo che guarda al pubblico di oggi, proprio nell’anno in cui festeggia il suo primo quarto di secolo.
Restauri: Emilio Longoni e Guido Reni
I 25 anni del Museo sono stati l’occasione per restaurare due importanti opere della collezione permanente, San Giuseppe con il Bambino di Guido Reni (1575 -1642) e Sola! di Emilio Longoni (1859-1932). Gli interventi di restauro sono stati realizzati dallo Studio Luigi Parma.
Proveniente dalle raccolte arcivescovili e parte della collezione Monti, San Giuseppe con il Bambino di Guido Reni è un “quadro da stanza”, destinato alla devozione privata, databile fra il 1625 -1630, dunque nel pieno della maturità dell’artista, come evidente nell’ampiezza raffaellesca dei volumi e nella scelta di un cromatismo chiaro e luminoso.
La superficie dell’olio su seta era interessata da numerose cadute, abrasioni e depositi in eccesso, oltre a essere appiattita dalle vernici ossidate. Il restauro ha permesso di recuperarne la piena leggibilità, rendendo visibili anche dettagli straordinari quali le sottili e corpose pennellate ricche di biacca della barba e dei capelli di San Giuseppe. Il restauro è stato sostenuto dall’Associazione Volontari del Museo Diocesano Carlo Maria Martini.
Nell’opera Sola!, del 1901, Emilio Longoni rappresenta lo strazio materno per la perdita di un figlio, trasformandolo in una meditazione sul tema della morte e in una riflessione sul dolore universale. Nell’opera, molto delicata, il colore tendeva a disgregarsi, ed erano presenti piccole lacune diffuse che il restauro ha risolto, così da ripristinare gli effetti chiaroscurali e le raffinatezze della tecnica divisionista, ora di nuovo luminose e vibranti. Il dipinto, restaurato grazie a BPER Banca, è esposto alla mostra Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati in corso fino al 31 gennaio 2027 a Palazzo Brabantini-Koch a Ferrara.
Federico Garolla. Gente d’Italia. Fotografie 1949-1968
Il Museo Diocesano presenta, dal 19 novembre 2026 al 4 aprile 2027, la mostra Federico Garolla. Gente d’Italia. Fotografie 1949-1968, a cura di Isabella Garolla e Uliano Lucas, dedicata a uno dei fotografi più rilevanti della storia italiana degli anni Cinquanta e Sessanta.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Suazes, grazie al sostegno di Fondazione Fiera Milano, Fondazione Beta 80, Fondazione Grana Padano e Trenord, in qualità di Travel partner, riunisce un centinaio di fotografie in bianco e nero realizzate in Italia da Federico Garolla (Napoli, 1925 – Milano, 2012) nei vent’anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale. Giornalista e fotogiornalista, dagli anni Quaranta Garolla realizza centinaia di reportage per prestigiose testate italiane e straniere.
Il suo obiettivo ci restituisce paesaggi, volti di gente comune, ma anche personaggi famosi: pittori quali Renato Guttuso e Massimo Campigli, scrittori come Elsa Morante e Giuseppe Ungaretti, insieme a stilisti, musicisti, attori e attrici di cinema e teatro, con un occhio sempre discreto e attento anche alle tematiche sociali. Attraverso il suo sguardo, prende così forma il racconto di un Paese che, dopo la devastazione del conflitto, ritrova gradualmente fiducia e slancio, ponendo le basi di quello che sarebbe stato in seguito definito il “Miracolo italiano”.
I Presepi di carta
Le Natività di carta del Museo del Presepio di Dalmine in dialogo con il presepe di Francesco Londonio
In occasione del Natale, come ogni anno, dal 1° dicembre 2026 al 31 gennaio 2027, grazie al sostegno dell’Associazione Consiglieri Regionali della Lombardia e di Comieco, travel partner Trenord, sarà allestito il presepe di carta di Francesco Londonio (1723-1783), appartenente alla collezione permanente del Museo. Con l’intento di valorizzare l’opera attraverso approfondimenti sempre nuovi, il Museo Diocesano ne propone l’esposizione al fianco di alcuni presepi di carta a teatrino provenienti dal Museo del Presepio di Dalmine (Bergamo).
Un’occasione per testimoniare la fortuna che i modelli del pittore milanese ebbero nel tempo, con i presepi di carta che dalla seconda metà del Settecento si diffusero proprio in Italia e in molti Paesi europei grazie alle invenzioni di Londonio, anche attraverso una produzione talvolta meno raffinata, di destinazione più popolare ma di grande interesse. La carta, materiale relativamente economico e facilmente lavorabile, permetteva infatti di realizzare, oltre alle figure, anche veri e propri apparati scenografici: architetture, quinte, fondali, paesaggi e ambientazioni ispirate alla tradizione teatrale.
Beato Angelico e Adrian Paci
In occasione della Quaresima e della Pasqua 2027, dal 16 febbraio al 16 maggio 2027, il Museo Diocesano propone un’esposizione intorno al Compianto su Cristo Morto di Fra Giovanni da Fiesole, noto come il Beato Angelico (Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455), uno dei più grandi pittori del primo Rinascimento italiano. La tavola, conservata al Museo di San Marco a Firenze, mostra una schiera di personaggi disposti intorno al Corpo di Cristo e alle loro spalle le mura della città. In dialogo con essa, il Museo propone un’opera di Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969), tra i più noti protagonisti del panorama artistico internazionale.
Intitolata The Bell Tolls Upon The Waves, l’installazione video in forma di trittico stabilisce un’intensa relazione tra il capolavoro del passato e il nostro tempo, aiutandoci a riflettere sul mistero della Passione e della Resurrezione di Cristo.
L’esposizione, realizzata grazie al sostegno di Unipol, Main Sponsor, ed Enel, si propone come un’occasione di approfondimento e confronto su tematiche di rilevanza anche sociale, attraverso la collaborazione con il Laboratorio di lettura e scrittura creativa della Casa di reclusione Milano – Opera. Un percorso che, a partire dai temi evocati dall’opera di Beato Angelico, favorisce una riflessione condivisa sul valore dell’arte quale strumento di dialogo, inclusione e partecipazione. La mostra è realizzata in collaborazione con Casa Testori e con il Museo di San Marco a Firenze, dove sarà allestita dal 21 maggio al 31 ottobre 2027.
La nuova Sala Previati
Nel marzo 2027, il Museo Diocesano inaugurerà una nuova sala dedicata al ciclo di affreschi Via Crucis, realizzato da Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna, GE 1920) tra il 1882 e il 1888 per il cimitero di Castano Primo (MI), che entra nella collezione permanente del Museo come deposito a lungo termine. Il progetto è reso possibile grazie alla Città di Castano Primo e al sostegno di PwC Italia.
I quattordici affreschi, rimossi e trasportati su tela nel 1969, si distinguono per le dimensioni notevoli (258 x 167 cm ognuno) e sono stati concepiti da Previati come un’unica sequenza, nella quale le singole scene si succedono senza soluzione di continuità. La sintesi delle forme insieme all’esasperazione dei gesti e dei volti concorrono ad accentuare la drammaticità degli episodi rappresentati. L’opera, già esposta al Museo Diocesano per alcuni anni all’epoca dell’inaugurazione, per poi rientrare a Castano Primo, torna a essere esposta a Milano in seguito a un’operazione di restauro e troverà posto in una sala al primo piano allestita appositamente per l’occasione.
INFORMAZIONI
Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Milano, piazza Sant’Eustorgio 3 (MM Vetra)
Tel. +39 02 89420019
www.museodiocesano.it
FB @MuseoDiocesanoMilano
IG @museodiocesanomilano
#MuseoDiocesanoMilano #MuDiMi
ORARI
Martedì – domenica, ore 10.00-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
lunedì chiuso
BIGLIETTI
Intero € 10
Ridotto € 8
Scuole € 4
Famiglie € 25
Biglietto open € 11
Cumulativo:
-Intero € 14
-Ridotto € 11
-Scuole € 6
My MuDiMi card € 49