Con la quarta mostra di Fivefold Tuning, prosegue la nuova stagione espositiva a cura di Giovanna Manzotti. Un percorso che si costruisce nel tempo, tra installazione permanente e interventi progressivi.
Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning nel mese di marzo con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro – intervento architettonico e installativo che funge da asse portante dell’intero palinsesto espositivo – e in seguito agli interventi di Federica Balconi (Monza, 1999) e Lorena Bucur (Cremona, 1996), la terza giovane artista a entrare in scena è Diana Lola Posani (Milano, 1994).
La curatela di Giovanna Manzotti ha introdotto un cambio di paradigma nella scansione temporale della programmazione: non più una successione di mostre personali autonome, ma un racconto unitario che si sviluppa per stratificazioni, relazioni e continuità.
Per Platea | Palazzo Galeano, Diana Lola Posani presenta FIABA, una performance che esplora la voce come materia viva, capace di evocare meraviglia e inquietudine. Attraverso una vocalità non convenzionale, il corpo dell’artista diventa strumento di risonanza di stati psicofisici estremi, trasformando il trauma in un’esperienza sonora condivisa che supera la dimensione autobiografica. Al centro della performance – che avrà luogo in una suggestiva area verde e naturalistica affacciata lungo l’Adda e poco distante da Platea – c’è l’utilizzo di una tecnica vocale impiegata dagli ipnotisti non verbali, che riproduce vocalizzi di animali morenti e che l’artista utilizza come linguaggio estremo e inafferrabile.
All’interno del palinsesto espositivo Fivefold Tuning, FIABA verrà restituita sotto forma di traccia audio, fruibile fino al 15 gennaio 2027. Il suono come materia scultorea entra così a far parte della stratificazione progressiva del progetto che da marzo ha visto sommarsi gli interventi di Liliana Moro, Federica Balconi e Lorena Bucur.
La pratica di Diana Lola Posani si sviluppa tra performance, arte sonora e piattaforme curatoriali, ed è attraversata da una tensione costante verso il rapporto tra processo artistico e processi di guarigione.
Questa tensione non si configura né come obiettivo dichiarato né come esito terapeutico, ma come postura di lavoro che assume ambiguità, vulnerabilità e incompletezza come condizioni operative.
Una parte della sua ricerca sul trauma si sviluppa attraverso pratiche non convenzionali che appartengono al suo repertorio, come la sperimentazione di stati corporei generati dall’apnea. Tali pratiche non mirano a rappresentare il trauma, bensì ad attraversarlo, attivando condizioni psicofisiche in cui controllo, resistenza e perdita vengono continuamente messi in tensione. Le partiture fisiche e sonore prendono forma dalla ricerca di stati psicofisici indotti da specifiche configurazioni sonore e spaziali.
Platea | Palazzo Galeano è un progetto dell’Associazione Platea | Palazzo Galeano e.t.s., nata a Lodi nel 2020 con l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea sul territorio con una prospettiva internazionale. Cuore del progetto è una vetrina espositiva ricavata nella facciata di Palazzo Galeano, sempre illuminata, visibile giorno e notte e inaccessibile dall’esterno: un dispositivo che trasforma lo spazio urbano in esperienza visiva, offrendo l’opera allo sguardo del passante.
Oltre a Federica Balconi, Lorena Bucur e Diana Lola Posani, la struttura temporale estesa di Fivefold Tuning concepita come un unico piano sequenza, vedrà la partecipazione di Andrea Di Lorenzo (Varese, 1994) che entrerà in scena a inizio novembre 2026, intervenendo sempre all’interno dell’ambiente ideato da Liliana Moro.
Il titolo del progetto evoca un’accordatura a cinque voci: un processo di armonizzazione che presuppone ascolto, prossimità e tensione condivisa. La voce iniziale — quella di Moro — stabilisce il ritmo entro cui le pratiche degli altri artisti si inseriscono, in un esercizio continuo di sintonizzazione tra linguaggi e sensibilità. In questo senso, la programmazione non si configura come una sequenza di eventi isolati, ma come un organismo in evoluzione, in cui ogni intervento modifica il contesto e viene a sua volta modificato da esso.
Racconta la curatrice Giovanna Manzotti: «Mi piace pensare alla programmazione di Platea come a una serie di incontri tra opere che abitano uno spazio collettivo. Il primo intervento di Liliana Moro, gesto forte e insieme misurato, ha messo la vetrina nella condizione di superare la propria natura di semplice contenitore, riconfigurandosi come presenza attiva nello spazio urbano. La superficie specchiante ha aperto lo spazio, lo ha reso permeabile e partecipe, restituendo senza filtri ciò che accade all’esterno. In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa. Federica Balconi, come prima artista emergente, ha rafforzato questa attitudine, dilatando con la sua scultura “Guastafeste” la gamma dei registri espressivi della partitura definita da Moro e permettendo all’insieme di risuonare secondo una più ricca varietà di note. L’opera “Resto poco, torno presto” di Lorena Bucur, ha agito invece su due livelli compositivi e architettonici che hanno sfruttato elementi già presenti nello spazio, indagando la relazione tra interno ed esterno sotto una nuova luce. “FIABA” di Diana Lola Posani ci porta con il suo corpo e la sua voce in un logo poco distante dallo spazio di Platea, dove l’acqua dell’Adda scorre e si mischia ai suoi vocalizzi, per poi tornare sotto forma di traccia audio all’interno dello spazio espositivo».
Con Fivefold Tuning, Platea consolida la propria identità come luogo di ricerca curatoriale, capace di concepire lo spazio espositivo come dispositivo attivo e la programmazione come un processo aperto, costruito nel tempo e nella relazione con il pubblico.
Il nome Platea, donato dall’artista Marcello Maloberti, sottolinea la centralità del pubblico e la dimensione collettiva dell’arte. In questa tensione tra display e città, Platea sviluppa un programma orientato a opere capaci di generare un “incidente di sguardo” e di inserirsi nel ritmo quotidiano dello spazio pubblico.
Platea Educational
Parallelamente alla programmazione espositiva, torna quest’anno Buon Compleanno Platea!, progetto educativo a cura di Bianca Basile, giunto alla quinta edizione. Nei mesi scorsi, l’artista Nicola Biagetti ha guidato un workshop con gli studenti del Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi, rinnovando il dialogo tra pratica artistica e formazione. Il progetto ha coinvolto i giovani in un processo creativo che si è prefissato di riflettere sulle relazioni tra spazio espositivo e spazio pubblico, in continuità con l’impianto curatoriale della stagione.
Platea | Palazzo Galeano
Corso Umberto I, 50- 26900, Lodi
Website: www.platea.gallery
Instagram: platea_palazzogaleano
Contatti: info@platea.gallery