Il tunnel del Brennero, per un’Europa sempre più connessa

Sessantaquattro chilometri sotto le Alpi per unire Italia e Austria, ridurre il traffico dei TIR e tagliare la CO₂. Apertura prevista per il 2032

Il tunnel del Brennero, per un’Europa sempre più connessa

Una volta completato il tunnel del Brennero sarà la galleria ferroviaria più lunga del mondo. Partendo da Fortezza, in provincia di Bolzano, e arrivando fino a Innsbruck, in Austria, il tracciato pianeggiante tocca i 64 chilometri a 794 metri di altitudine. Niente più pendenze pericolose, niente valanghe, niente code interminabili sul vecchio valico, passaggio obbligato tra Nord e Sud, dove ogni giorno transitano migliaia di camion, treni e automobili. I lavori sono iniziati nel 2007 e l’apertura è prevista per il 2032. Il progetto è gestito dalla società italo-austriaca BBT SE, con RFI, ÖBB e l’Unione Europea come finanziatori. A regime, il sistema complessivo raggiunge i 230 chilometri tra gallerie principali, cunicoli esplorativi e vie di fuga. Il 90% dello scavo è già completato.

Vita da cantiere

La galleria è un capolavoro di ingegneria ma lavorare nelle profondità di una montagna non è per tutti. Gli operai lavorano su tre turni da otto ore, 365 giorni all’anno. Vivono in veri e propri “villaggi dei minatori” costruiti accanto agli imbocchi, con alloggi e mense. Dentro il tunnel del Brennero l’umidità è altissima, le temperature superano i trenta gradi a causa del calore geotermico e la pressione della roccia viene monitorata costantemente. Il sistema complessivo di gallerie non è solo una strada sotterranea, ma un luogo dove tecnologie all’avanguardia controllano ogni millimetro di perforazione e ogni dettaglio è calcolato per durare secoli. Un’opera che i grandi costruttori italiani stanno realizzando insieme ai colleghi austriaci, finanziati dall’Unione Europea.

L’importanza per traffico e ambiente

Oggi sul corridoio del Brennero passano 2,5 milioni di TIR all’anno. Le autostrade A22 e A13 collassano. Con l’apertura del tunnel del Brennero, la capacità ferroviaria tra Monaco e Verona triplicherà: da 18-20 milioni di tonnellate annue a oltre 50 milioni. Fino alla metà dei camion potrà spostarsi sui treni, riducendo i transiti pesanti sotto le Alpi. Per i passeggeri dei treni, la galleria significa viaggiare a 250 chilometri orari e coprire Fortezza-Innsbruck in 25-35 minuti invece degli attuali 80. Questo significa che un treno merci moderno potrà trasportare in un’unica spedizione quello che oggi richiederebbe tre, quattro passaggi stradali con relativi costi, inquinamento e pericoli. Secondo uno studio Eurac-BBT , le emissioni di CO₂ della costruzione verranno compensate in 5-18 anni grazie al trasferimento modale strada-rotaia. A regime, il tunnel del Brennero ridurrà l’80% della CO₂ sul corridoio rispetto ai TIR.

Economia circolare e sostenibilità

Dai 21,5 milioni di metri cubi di materiale scavato, un terzo viene riutilizzato direttamente in loco per produrre conci prefabbricati, rinforzi e depositi. Il resto viaggia su nastri trasportatori, non su camion, coprendo il 90% del volume senza intasare le valli. I conci in calcestruzzo si realizzano nel cantiere stesso o arrivano via ferrovia. Un ciclo breve che comprende estrazione, lavorazione e riuso. Sono stati stanziati 50 milioni di euro in Italia per interventi ambientali, come il risanamento degli alvei del rio Ridanna e la creazione di nuovi biotopi a Kircherau. In Austria un’“Ombudsperson” controlla passo passo l’impatto ecologico. Congelamento del terreno, ventilazione naturale e sistema digitale ETCS che assicura interoperabilità, frenatura automatica e velocità elevate tra i confini europei completano il quadro di un’infrastruttura pensata per ridurre consumi e inquinamento.

(foto: il cantiere a Varna, Alto Adige)

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